Climate change: un potente strumento politico di vessazione

15.04.2024

Come sempre, il mainstream, impone un pensiero unico che non c'è

CONTRO L'ECOLOGISMO PROGRESSISTA

Da anni ormai si sente parlare di transizione ecologica: dai politici agli attivisti, fino al normale cittadino, è diventato luogo comune credere di essere in un momento storico in cui il cambiamento climatico sta distruggendo l'intera umanità. 
Questo processo è stato accelerato, loro dicono, dall'irresponsabilità dell'uomo, il quale ne è il principale responsabile. 

In realtà rimane solamente un'ipotesi astratta, considerando che la stessa comunità scientifica è divisa sull'argomento. 

Gli scienziati non sono unanimi nello stabilire le cause del cosiddetto "riscaldamento globale", anche se i media tradizionali vogliono farci credere che sia così. 
Nei fatti, vengono messe in risalto le teorie antropiche sull'origine del cambiamento climatico, a discapito di tutti gli esperti che nutrono dei dubbi riguardo a tale possibilità. 

Questo avviene perché l'informazione non è altro che una sovrastruttura della politica, la vera
responsabile di questo processo. I politici hanno cominciato a cavalcare l'onda del climate change nel momento in cui hanno fiutato la possibilità di accaparrarsi voti, soprattutto delle generazioni più giovani.

Negli ultimi anni per l'appunto, sono nati numerosi movimenti a difesa dell'ambiente, tra cui
vale la pena ricordare il "friday for future", l'associazione ambientalista studentesca più famosa del mondo, fondata dalla presunta attivista svedese Greta Thunberg. 
Questi movimenti si professano come i salvatori dell'umanità dall'imminente disastro ambientale, anche se in realtà la verità è un'altra. 

Seppur in buna fede, perché si sa, che la strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni, specialmente i leader di questi gruppi sono influenzati da bias cognitivi che trovano la loro radice nell'indottrinamento scolastico, e per l'appunto nella (mala)informazione mainstream. 
Si puo affermare con certezza che questi movimenti sono la trasposizione del pensiero di Marx nel nuovo millennio, benchè sotto mentite spoglie.

Va da sé che in questo contesto la politica ha trovato del terreno fertile per i suoi scopi: raccimolare qualche voto in più per mantenere intatta la poltrona, e allo stesso tempo controllare la
popolazione indebolendo il ceto medio-alto, ovvero la fascia produttiva della popolazione. 

Tra gli obbiettivi comuni della politica (di destra, centro e sinistra
indistintamente) e delle associazioni ambientaliste, troviamo infatti numerose
vessazioni nei confronti dei cittadini, prima fra tutte l'abolizione della proprietà
privata, il punto cardine di una società libera. 

Ne sono l'emblema le costanti direttive dell'unione europea (scritta appositamente in minuscolo) sulle case green e le auto elettriche. 
In definitiva si tratta di una gerarchia piramidale ben definita, con al vertice lo stato e ai suoi piedi tutti gli strumenti necessari per la sua sopravvivenza.
    
Maurizio Mombelli