L'istruzione e la scuola italiana è davvero alla deriva ?

18.03.2024

Gli italiani sono convinti di avere una buona scuola

L'ISTRUZIONE PUBBLICA IN ITALIA È DAVVERO ALLA DERIVA?

In un primo momento potrebbe sembrare una domanda retorica, dalla risposta scontata. 

Se provassimo a porre questo quesito agli studenti italiani, sono convinto che il novanta percento risponderebbe di no, che è tutto perfetto e che non c'è alcun problema da risolvere. 

Ma si sa, che quando la massa è schierata verso un'unica verità, la realtà si trova spesso dalla parte opposta della barricata. E la realtà, in questo caso, non è di buon auspicio per il futuro del nostro paese. 

Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad un aumento della propaganda politica da parte dei professori, il più delle volte schierati verso una parte politica ben precisa (provate a indovinare quale). Se nelle scuole primarie e medie la situazione risulta ancora gestibile, questo fenomeno prende il sopravvento nelle scuole superiori; è il momento perfetto per iniziare l'operazione di indottrinamento, poiché i ragazzi non sono né troppo piccoli per parlare di determinati argomenti, né troppo grandi da avere già un proprio pensiero nella testa. Questa "manipolazione delle menti" riguarda tutti gli indirizzi scolastici, ad eccezione forse degli istituti tecnici. Gli indirizzi più colpiti sono perlopiù quelli che hanno un'impronta umanistica, primi fra tutti il liceo classico e delle scienze umane, in cui ogni opportunità è lecita per intraprendere una serrata apologia dello stato e delle sue istituzioni. 

E anche quei pochi professori che si distinguono dagli altri per imparzialità e trasparenza, sono subordinati a dei programmi ministeriali che hanno come fine, neanche a dirlo, quello di imprimere agli studenti una mentalità di asservimento nei confronti dello stato, per trasformarli nei perfetti soldatini del futuro, che rispettano le regole imposte dall'alto senza porsi alcun tipo di dubbio. A tal proposito, sono state inserite dal ministero le ore obbligatorie di educazione civica da svolgere nelle scuole secondarie di primo grado (superiori). Nella realtà dei fatti sono lezioni che servono per plasmare la mentalità delle giovani menti. In altre parole da cittadini a sudditi. La situazione diventa ancora più critica all'Interno delle università; ma di questo ne parleremo in un successivo approfondimento, dal momento che la radice del problema è molto più profonda.

Maurizio Mombelli