Milei: il parlamento blocca le riforme del presidente

19.03.2024

Le caste socialiste bloccano le riforme per la libertà di Milei.

La battaglia per la libertà è sempre dura. Nessun potere la vuole.

I parlamenti sono i rappresentati del potere e dei parassiti che vivono alle spalle degli altri.
Il filosofo tedesco Hoppe, nel suo libro "Democrazia: un dio che ha fallito" racconta come in parlamento sieda gente che spende soldi non suoi, che crea debiti che non dovranno pagare mai e che pensa a raggiungere il massimo per se stesso; mai per il popolo.

Javier Milei ha fatto il decreto necessità e urgenza inserendo riforme che hanno rivoluzionato lo status quo. Una spinta verso la libertà senza precedenti. Uno spostaento di potere dallo stato ai cittadini che mai in nessun altro paese era stato nemmeno pensato. Figuriamoci applicarlo. 
I fondamentali sono lapalissiani:  la libertà è sempre l'opposto del potere e nessun potere accetterà mai supinamente di rinuciare al proprio monopolio decisionale sulla società e sulla vita delle persone, e tanto meno, ai privilegi di cui può usufruire attraverso il proprio potere. 

 L'Italia dovrebbe aver insegnato alle persone: 40 anni durante i quali i politici di qualsiasi colore hanno annunciato riforme che il parlamento (entità astratta come colpevole) non ha mai realizzato e nemmeno si è mai avvicinato ad effettuare una qualsiasi riforma che andasse contro lo statu quo. Cambiare tutto per non cambiare nulla.

Il motivo è semplice: il parlamento è il potre legislativo dei grandi poteri trasversali. E i grandi poteri odiano la libertà così come la concorrenza perchè significa limitare il loro monopolio decisionale e impositivo.

Milei ha avuto il 56% dei voti, ma non ha la maggioranza in parlamento.

Milei fa un decreto rivoluzionario e il parlamento argentino per la prima volta boccia un decreto di necessità e urgenza.
Il motivo è semplice, Milei vuole abbattere la casta, i poteri dominanti che mantengono nell'oblio l'Argentina e il parlamento, invece, vuole l'esatto opposto. Difende i poteri, è contarrio a qualsiasi cambiamento, comprende che le riforme di Milei costituirebbero la fine di un sistema attraverso il quale questi parassiti si mantengono e prosperano alle spalle del popolo.

La storia ci insegna, purtroppo, che la democrazia parlamentare non ha mai fatto cambiamenti e rivoluzioni. La democrazia è garanzia per il potere.

Milei e quello che sta accadendo in Argentina mette a nudo la realtà dietro la facciata illusoria del parlamento. Un parlamento contro Milei, ma in verità contro il popolo e i giovani che hanno approvato con il voto il progetto Milei presentato in campagna elettorale. 

Vedremo se Milei porterà il popolo in piazza cosa che sarebbe, probabilmente, l'inizio di una guerra civile. Una guerra tra la casta e tutti gli altri, tra i giovani e vecchi, tra libertà e socialismo, tra una dittatura statale e cittadini che vogliono essere lberi.

Milei sarebbe certamente seguito dal popolo che vuole spazzare via la casta, ma quest'ultima non rinuncerà senza combattere al dominio che ha attualmente in cambio del nulla che gli prospetta Milei.

Argeo