03.03.2019
Essere Liberali
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Il 28 marzo 2018 si è tenuto a Brescia, all'Hotel Vittoria un incontro pubblico nel quale è stato presentato il libro di Leonardo Facco: "IL CONTE DI MONTECRYPTO". Un ringraziamento ai partecipanti che ci hanno gratificato con i complimenti per la riuscita dell'evento e per la capacità dei relatori nell'aver catturato per quasi 2 ore l'attenzione dei presenti. Leonardo Facco e Giacomo Zucco, che ringraziamo per aver accettao il nostro invito, grazie al loro pragmatismo e al loro calarsi nella realtà, ci hanno raccontato la società di oggi, le situazioni irrisolte e il futuro che potrebbe essere. L'hanno fatto con passione, con chiarezza, con determinazione appassionando il pubblico presente. Il libro (da leggere) è stato lo spunto per affrontare temi attuali come il Venezuela, ben conosciuto dall'autore avendoci vissuto per anni, e la società presenta e future per arrivare alla tecnologia e alle monete virtuali  con le implicazioni che ne potrebbero conseguire. Come associazione, "Essere Liberali", siamo stati felici di aver potuto organizzare un incontro nel quale, oltre a presentare l'ottimo libro, sono state date informazioni vere e reali di cui, grazie ai nostri media, non si ha conoscenza. Ed è questa idea, questa voglia di comunicare e di far conoscere che ci danno la motivazione a continuare ad organizzare eventi di questo tipo. Il nostro motto è "non smettere mai di capire e di conoscere". Ma soprattutto non smettere di combattere perchè la libertà è sacra.  
01.03.2019
Essere Liberali
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LEONARDO FACCO è un'editore, giornalista, autore di saggi, ma questa volta ha voluto cimentarsi in un romanzo. Senza venire meno al fil rouge della sua vita: comunicare la libertà. E anche in questo libro IL CONTE DI MONTECRYPTO, seppur con modalità differenti, traspare chiaramente il pensiero dello scrittore.  Lo ha fatto in modo differente, raccontando una storia nella quale si trovano sentimenti, elementi autobiografici, realtà e fantasia. É anche un giallo. Il tutto condito dalla continua ricerca della libertà. Uno dei personaggi principali è un detective che potrebbe rappresentare la speranza dell'autore di tutta una vita. In pratica, un uomo ignaro della cultura liberale che, a causa degli eventi, si ritrova immerso nel mondo liberale, nel suo modo di pensare e di essere comprendendone i valori e il fatto che, la libertà, non arriva per caso, ma è una conquista che richiede sacrifici e perseveranza per ottenere la soddisfazione finale. Leonardo Facco è riuscito a scrivere un romanzo appassionante che tra le varie sfaccettature risulta essere anche un testo educativo. Il libro consente, durante la sua lettura, di seguire un percorso che aiuta a conoscere e ad apprezzare il significato della libertà e della sua importanza nella società. E tutto questo intriso di realtà e fantasia, un intreccio vincente nel quale si trova l'attualità delle situazioni (catalogna , venezuela) che ci vengono raccontate (male) dai media e la fantasia attraverso la quale si ha la speranza che il sogno, un giorno, si possa avverare; il sogno che si possa realizzare un mondo diverso. Una società nella quale la tirrania venga sconfitta, così come il male e il bene trionfi attraverso la libertà degli individui. Un libro nel quale c'è molto del vissuto dell'autore e del pensiero che l'ha guidato per quasi trent'anni e che è diventato il suo cruccio e la sua ragione di vita. Un pensiero, quello libertario, che non lo ha mai abbandonato, anche quando la mente avrebbe voluto. Il sentimento per la libertà e i suoi valori traspare sempre con forza nella persona Leonardo Facco, così come nello scrittore.  Quindi, anche se lo dice spesso, questo non sarà il suo ultimo lavoro. Ma leggetelo prima che esca il prossimo. Non ve ne pentirete.  
11.12.2018
Essere Liberali
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Spinti sempre dalla volontà di far comprendere l'attualità e meccanismi di economia troppo spesso trattati con superficialità la nostra associazione "Essere Liberali" ha organizzato un'incontro pubblico in collaborazione con L'Istituto Bruno Leoni dal titolo del libro edito da Ibl Libri: " Cosa succede se usciamo dall'Euro". Incontro tecnico, chiarificatore ben partecipato e per il quale abbiamo ricevuto ancora una volta i complimenti per l'organizzazione e la qualità dei relatori. Due economisti e uno scrittore. Carlo Stagnaro autore del libro ha presentato il punto di vista dei mercati e dei rapporti che legano l'Europa, l'Italia e L'euro e, quindi, delle conseguenze di una rottura di tale legame. Riccardo Puglisi ha, invece, è entrato maggiormente nell'aspetto tecnico spiegando le dinamiche a livello macroeconomico e microeconomico traducendole nella realtà del quotidiano della gente. Marco Archetti, invece, scrittore di libri e di rappresentazioni teatrali ha raccontato il suo reportage dal Venezuela, raccontando particolari sconosciuti ai più dimostrando, anche in questo caso, quanto sia omesso dai media e quanto poco ci raccontino della realtà. Un'altra bella serata utile e di informazione come difficilmente capita di sentire attraverso i media nazionali. Ringraziamo i relatori per la loro disponibilità e tutti i presenti che insieme sono stati artefici di una serata che ha aiutato a fare chiarezza su argomenti sui quali vi è molta confusione e disinformazione.
14.11.2018
Essere Liberali
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DI GIOVANNI BIRINDELLI Il giorno del centesimo anniversario della fine della Prima Guerra forse non è inutile ricordare che questa fu resa possibile dall'abbandono dello standard aureo, cioè dalla sostituzione del denaro di mercato col denaro fiat di stato: «per finanziare le guerre i governi avevano necessità di inflazionare la massa monetaria. Lo standard aureo glielo impediva, così i politici e i banchieri centrali lo impedirono per decreto» (Gary North). Forse non è inutile ricordarlo, perché oggi usiamo ancora il denaro fiat di stato, la cui accettazione è imposta con la forza dalle stesse autorità che oggi ricordano con cordoglio le vittime del conflitto. Forse non è inutile ricordarlo anche perché abbiamo ancora le banche centrali, che continuano a fare quello per cui sono nate e per cui gli stati hanno concesso loro i privilegi che ne permettono l'esistenza: creare sempre più denaro dal nulla per trasferire risorse dalle persone allo stato nel modo più silenzioso e vile possibile, e consentire in questo modo l'incessante espansione della macchina statale, con crisi economiche cicliche e ulteriori guerre (di cui una mondiale) come solo alcuni fra i più importanti danni collaterali. O forse, invece, oggi è inutile ricordarlo perché, poco meno di dieci anni fa, qualcuno che lo ha ricordato ha usato il suo genio per inventare bitcoin: un denaro fiat di mercato non arbitrariamente inflazionabile e resistente alla censura statale. Il giorno del centesimo anniversario della fine della Prima Guerra mondiale possiamo essere grati a Satoshi Nakamoto, chiunque egli sia, per aver inventato un "oro digitale" il cui uso come moneta, al contrario di quello dell'oro fisico, lo stato può vietare ma non può impedire.
19.10.2018
Essere Liberali
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Giovedì 25 ottobre a Brescia la nostra associazione ha organizzato un bellissimo e istruttivo incontro sull'attualità, su quanto sta accadendo e sulle prospettive future. Ottima affluenza per ascoltare due importanti relatori: Veronica De Romanis (economista, docente alla Luiss ) e Ferruccio De Bortoli (noto giornalista ed economista). Nell'occasione è stato presentato anche il libro "L'austerità fa crescere" e sono stati elencati con supporto di grafici e numeri i valori reali dell'economia e dei risultati delle diferenti politiche adottate in altri paesi. In pratica, oltre le parole illusorie e i soliti slogan che sono stati sostituiti da fatti e numeri inconfutabili perché reali e pubblicati dalle massime autorità internazionali. Un bagno di realismo e pragmatismo che ha fatto da contraltare alla comunicazione confusionaria imperante nella politica e nei media. Un incontro per il quale ringraziamo i relatori e l'alto livello dei loro interventi dai toni pacati e chiari, ma allo stesso tempo ficcanti e precisi. Riscontri molto positivi dai presenti che hanno potuto ascoltare una voce fuori dal coro e, inoltre,  venire a conoscenza del fatto che i paesi che hanno superato le difficoltà e migliorato la loro situazione hanno fatto esattamente l'opposto di ciò che l'Italia e i suoi governi attuano da anni e, purtroppo, continuano a tutt'oggi ad applicare. Cambiano i governi, ma nulla cambia dal punto di vista delle strategie fondate sul debito: aumento della spesa pubblica, aumento del debito pubblico e aumento delle tasse. Un mix che offre la certezza del declino continuo e ineluttabile. E chi è cresciuto, invece, ha fatto l'opposto: ha ridotto spesa, debito e tasse. Il tutto corredato da numeri e dati; e in più, dimostrato graficamente. Sarebbe bene che tutti i media informassero a 360° di tutte le possibilità esistenti e dei risultati delle varie politiche...…… poi ognuno potrebbe fare le proprie valutazioni. Invece si usano slogan e informazioni mistificate. Ma questa è l'Italia, Ed è sempre stata così: tutto cambia perché nulla cambi.
29.09.2018
Essere Liberali
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E' lo slogan utilizzato da qualunque politico. Da Berlusconi-Tremonti a Prodi-Visco per non parlare di Monti, Renzi, Gentiloni e che dire di Di Maio che vorrebbe il carcere. E' l'unica difesa, il baluardo a cui aggrapparsi per giustificare le nefandezze di chi governa e  qualsiasi indecenza di cui la politica è artefice; e che certifica la loro grettezza e la loro inettitudine. Ma, purtroppo, rappresenta anche la semplicità con la quale le persone si tranquillizzano trovando il capro espiatorio che consente di non approfondire i meccanismi economici e finanziari. D'altronde un'aforisma di Oscar Wilde è sempre attuale e veritiero: solo chi sembra stupido ha accesso alla camera dei comuni e solo chi è stupido vi ottiene successo. E allora vediamo le fake news a cui siamo sottoposti: Se non ci fosse l'evasione fiscale non avremmo il debito pubblico che abbiamo Se non ci fosse evasione fiscale non avremmo tasse così alte Se non ci fosse l'evasione staremmo tutti meglio Se non ci fosse l'evasione fiscale il nostro PIL sarebbe ..... Potremmo continuare con le affermazione esilaranti dei nostri politici e di altri occupanti cariche "importanti" esternate negli ultimi vent'anni, ma preferirei soffermarmi sulla falsità di queste affermazioni. Si potrebbe far riferimento ai dati di FMI e EUROSTAT per dimostrare che, alla fine, l'Italia non è così differente da altri paesi europei. Oppure si potrebbero prendere i dati svizzeri per scoprire che non siamo mai stati il primo paese europeo per nero portato oltralpe. I dati sono eloquenti: la Germania è il paese che ha il primato per denaro non ufficiale portato in Svizzera. Ma, invece, sono alcuni dati della Germania che possono stupire che legge solo il sole 24 ore e i nostri quotidiani. E allora ecco cosa si può scoprire dalle istituzioni tedesche.  Già, perché ci raccontanoo che la Germania fa più nero dell'Italia. E lo dicono loro. Più attendibili di così. Ma ovviamente è vietato parlarne in Italia e distruggere i castelli della menzogna che imperversano da 20 anni. Lanalisi è dell'Insitut Der Deutschen Wirtschaft di Colonia (Istituto per l'economia tedesca) che ha reso noti i dati riferiti al 2017. IN GERMANIA Ci sono 11 milioni di lavoratori che lavorano occasionalmente in nero Ci sono 2,5 milioni di lavoratori totalmente ed esclusivamente in nero L'economia sommersa, in nero, è pari a 351 miliardi di euro. Da settimane ne discutono in Germania, soprattutto sulla nota rivista "Die Welt" ma da noi i fake media non ne parlano. Certo è molto scomodo parlarne perchè i dati sono umilianti per i nostri politici e per tutta la gente che sostiene a spada tratta che qualsiasi disfunzione sia dovuta all'evasione:                                             GERMANIA                    ITALIA DEBITO PUBBLICO                64%                             132% PIL 2017                                     2,2%                            1,6%                                             PIL 2018                                     1,7%                            1,1% DISOCCUPAZIONE                    5%                             10,5% Sono solo alcuni dati. Le differenze sono abissali. Davvero si pensa che sia tutta colpa dell'evasione fiscale. Solo la malafede o l'ignoranza possono portare a questa conclusione. Ed ecco spiegato perché in Italia non si affrontano i problemi che ci attanagliano da anni in modo serio e, quindi, perché si evita di divulgare le giuste informazioni sui dati macroeconomici che giornalmente vengono pubblicati. Sia chi governa e sia chi è all'opposizione ha interesse a pubblicizzare ciò che sembra una giustificazione plausibile..  Non solo crollerebbe un mito......ma sarebbero poi costretti a parlare di responsabilità, ad affrontare i temi di spesa pubblica, di gestione dello stato, di parassitismo, di privilegi......no non è proprio il caso. Metti che poi gli italiani, magari, inizino anche a capire. Un ultimo dato, pubblicato anche dal noto sito di economisti con i quali non mi trovo spesso d'accordo, ma che apprezzo per la pubblicazione di molti dati e numeri che nel nostro paese non trovano spazio. Come si evince da questo grafico (FMI, Eurostat) la parte produttiva dell'Italia ha un'evasione in linea con il resto d'Europa. Un'elevata evasione, invece, l'abbiamo in altre zone d'Italia dove manca o è carente l'attività imprenditoriale, ma, purtroppo è ben presente un altro sistema.
23.09.2018
Essere Liberali
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Di Giovanni Birindelli Aggiungi didascalia La notizia di questi giorni è che la persona che rappresenta l’attuale punto di arrivo del processo di selezione democratico (processo che, per ragioni logiche, che non stiamo qui a spiegare, tende a selezionare sempre i peggiori, e in particolare i più idioti) ha annunciato che entro fine anno lo stato imporrà la chiusura domenicale dei negozi. Naturalmente, per motivi che agli occhi di chi è capace di ragionare sono ovvi, questo provvedimento in sé è lesivo della libertà ed economicamente distruttivo. Per questo merita di essere commentato da quei pochi che sono in grado di ragionare. E in questi giorni lo è stato ampiamente. Tuttavia, mi chiedo, commentare in lungo e in largo un provvedimento attraverso cui lo stato impone la chiusura domenicale dei negozi mentre lo stato, per esempio, continua a imporre il suo denaro fiat, non rischia, nel lungo periodo, di essere controproducente? Certo, l’imposizione da parte dello stato dell’orario di chiusura dei negozi è un fatto di attualità, e quindi riceve molta attenzione. Viceversa, l’imposizione da parte dello stato del suo denaro fiat, sebbene sia un provvedimento coercitivo che viola la libertà e distrugge ricchezza su un ordine di grandezza incalcolabilmente superiore, è un fatto “vecchio”, che ormai è considerato acquisito. Nel commentarlo, si diventerebbe ripetitivi e si perderebbe di attenzione. Ma è proprio questo il punto: se, per non essere ripetitivi, commentiamo di volta in volta i provvedimenti coercitivi del momento dando loro un spazio molto maggiore di quello che nella stessa unità di tempo diamo a provvedimenti molto più catastrofici (anche se "vecchi"), non rischiamo di partecipare al consolidamento di questi ultimi? Non rischiamo di fare il gioco degli idioti che controllano la macchina coercitiva statale? Questa è una domanda su un punto generale: non sono in grado di dare consigli e non mi permetterei mai di suggerire a qualcuno come impiegare il suo tempo o quanto commentare cosa. Dico solo che, se io fossi quell’idiota, un pattern di reazioni di questo tipo sarebbe la cosa migliore che potrei sperare. Mi darebbero molto più fastidio persone che attaccassero le mie aggressioni incomparabilmente maggiori (quelle sistemiche che agiscono sulla struttura) senza paura di essere ripetitive; oppure persone che commentassero i nuovi ‘piccoli’ provvedimenti coercitivi mettendo sempre in chiaro il legame col “problema sorgente” (e quindi che il problema non è che quei provvedimenti siano stati imposti ma che abbiano potuto esserlo). Questo tuttavia vale per me. Le priorità e percezioni individuali sono diverse e quello che vale per uno non è affatto detto che valga per qualcun altro, anzi.
23.09.2018
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Viviamo in un'epoca nella quale, purtroppo, il twitterismo domina; grandi slogan commerciali e di impatto immediato senza argomentare e approfondire. E, ahimè, piace perchè consente di avere risposte facile, immediate e che non richiedono sforzi. L'incontro di giovedì sera a Brescia con il Dott. Andrea Mingardi e il Professor Sergio Belardinelli davanti ad un pubblico attento e competente non si sono risparmiati per incentivare a pensare, approfondire e, soprattutto, a capire il mondo che ci circonda e i meccanismi sociali, politici e mediatici nei quali ognuno di noi è inserito. Un contributo di alto livello per meglio comprendere parole come Democrazia, Nazionalismo, libertà e verità che, oggi, cercano di farci percepire, attraverso slogan superficiali, come qualcosa che si differenzia concettualmente e nella traduzione mediatica dal reale significato rappresentato da parole importanti e che influiscono sul modo di pensare e di agire delle persone. Un plauso ai relatori anche per la chiarezza e la semplicità con la quale sono stati capaci di tradurre in un linguaggio facile, ma non superficiale, concetti che all'apparenza possono sembrare complicati. Come lo è il libro del Professor Sergio Belardinelli "L'ordine di Babele". E per questo hanno catturato i presenti che ringrazio anche per gli attestati positivi che ci hanno inviato. Il nostro intento è approfondire e argomentare. Invitiamo a non accontentarsi e a non smettere mai di capire. E per questo vi aspettiamo al prossimo incontro del 25 ottobre 2018. I relatori saranno la Professoressa ed economista Veronica De Romanis insieme al noto Giornalista Dottor Ferruccio De Bortoli per presentare il coraggioso libro scritto dalla Professoressa "L'austerità fa crescere".
05.04.2018
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Di Giovanni Birindelli  «L’ufficio del procuratore del Land dello Schleswig-Holstein ha chiesto alla Corte superiore regionale un mandato di estradizione contro l’ex presidente regionale catalano Carles Puigdemont», scrive la procura, spiegando di avere riconosciuto la validità nel diritto tedesco dei due capi d’accusa di Madrid a carico di Puigdemont, cioè «ribellione» e «appropriazione indebita di fondi»" Anche nel caso migliore in cui la Corte non accogliesse le richieste di questo procuratore, non si potrebbe dire che c'è un giudice a Berlino. O meglio: quel giudice c'è, ma è parte di un sistema giuridico positivo, o totalitario, in cui la 'legge' può essere qualunque decisione arbitraria di un'autorità.  Il nemico non è, a mio parere, il governo spagnolo (e l'alleato di ultima istanza presso cui cercare rifugio e protezione contro la repressione vecchia maniera non è, ovviamente, l'Unione Europea o altri paesi appartenenti a questa). Il nemico è il positivismo giuridico, che dà a ogni governo nazionale o sovranazionale un potere coercitivo e legale limitato in modo arbitrario, quindi illimitato. È un nemico troppo astratto e troppo distante perché un numero sufficiente di persone possa riconoscerlo come tale e considerare non utopica una lotta contro di esso? Probabilmente si. Per questo, invece che affrontarlo con mezzi politici, potrebbe essere utile affrontarlo con mezzi strategici, andando a lezione da bitcoin.  Quello che a mio avviso nel lungo periodo non è utile, è affrontare un altro nemico: l'effetto invece che la causa.  Più precisamente: affrontare l'effetto in alcuni casi può essere utile per gli obiettivi di breve termine. Ma nel lungo termine, per rallentare il continuo proliferare di soprusi legali e/o creare vie di uscita a questi ultimi, è necessario, parallelamente, affrontare anche la causa.
25.03.2018
Essere Liberali
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Aggiungi didascalia Venerdì scorso si è svolto a Brescia l'incontro sulla crisi dello stato e sulle conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti avvenuti e prossimi futuri. Incontro ben partecipato da un pubblico che ha dimostrato il suo apprezzamento permanendo ben oltre l'orario previsto. Complimenti ai Bravissimi relatori, i professori Marco Bassani e Carlo Lottieri, che con due stili differenti hanno saputo intrattenere il pubblico con argomentazioni e approfondimenti che hanno consentito valutazioni e soluzioni differenti da quelle che la solita melensa informazione tende a propinare. Gli interventi hanno ripercorso la storia e il recente passato per comprenderne gli errori (con il supporto di dati, numeri ed esempi) e per proporre un approccio verso il futuro che cambi i paradigmi odierni; un approccio che modifichi lo status quo e che possa contribuire a scardinare quella cultura dominante oramai priva di qualsiasi attinenza (che possa essere considerata utile e positiva) con la realtà attuale; cultura dominante che è stata causa dei mali, mai superati, degli ultimi vent'anni e che, se perseverata, non potrà che portare la continuazione del declino in essere. Ringraziamo, quindi, i relatori che fanno parte di quella cerchia, ahimè, ristretta di intellettuali che operano controcorrente, lontano dai luoghi comuni e dai concetti fallimentari triti e ritriti, affinchè anche in Italia si possa realizzare quel cambiamento culturale ed economico che consenta al nostro paese di ricominciare a prosperare Un altro bell'incontro in linea con la nostra mission che, apartiticamente, si batte per la libertà, per portare quella conoscenza e quell'informazione che non trova spazio nei media tradizionali.  e quell'innovazione per il futuro che sta già cambiando il mondo. Più si conosce e meno si subisce. Il video dell'incontro sarà disponibile a breve. Presidente Associazione Essere Liberali Nicola Argeo Mastropietro
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