LA LIBERTA' APPARTIENE  AGLI INDIVIDUI, NON ALLO STATO O A QUALSIASI ALTRO POTERE. E GRANDISSIMI FILOSOFI ED ECONOMISTI L'HANNO SEMPRE AFFERMATO

Meglio informarsi, leggere, approfondire, studiare, capire.

 

 

 

Questa sezione è dedicata, oltre che ai classici del liberalismo e alle pillole liberali, ai tanti autori che scrivono e pubblicano libri poco conosciuti e contribuiscono ad aggiornare e a divulgare il pensiero liberale. Filosofi, docenti, professionisti, intelletuali che offrono una letteratura che aiuta a calare nella realtà attuale i principi liberali dimostrando che , nopn solo non rappresentano idee superate, ma anzi, possono essere la soluzione ai problemi incancreniti di oggi da una politica vessatoria, antiliberale e coercitiva.

I BENI COMUNI OLTRE I LUOGHI COMUNI di Eugenio Somaini

Cosa sono i beni comuni? E in cosa si distinguono dagli altri modi di gestire i beni? Cos'ha di diverso e cosa implica una forma di solidarietà basata sul benicomunismo, rispetto alle altre forme di coordinamento sociale? I saggi raccolti in questo volume sottopongono a un radicale esame critico le idee benicomuniste e contestano la visione caricaturale dei rapporti privatistici e di mercato su cui esse si fondano. Il libro mostra come la nozione di beni comuni che viene solitamente proposta manchi di basi solide e coerenti e dia contributi assai modesti alla comprensione sia dei molteplici intrecci che legano la sfera privata a quella comune, sia degli effetti delle innovazioni tecnologiche e istituzionali degli ultimi decenni.

DALLA POLIS ALLO STATO di Alberto Mingardi e Marco Bassani

Perché studiare la Storia delle dottrine politiche? Il motivo è semplice: non esiste alcun cambiamento politico nella storia umana che non abbia avuto riflessi nel campo del pensiero. Ogni grande o piccolo mutamento si è nutrito di idee e ha provocato nuove riflessioni. In questo manuale vengono esaminate e illustrate quelle idee che sono diventate "pensiero politico", ossia teorie sistematiche sulla convivenza umana. Se chiunque può avere idee politiche, sono pochi gli autentici pensatori che hanno saputo aprire nuove strade e fondare tradizioni.

VENEZIA DEVE RINASCERE di Carlo Lottieri (filosofo e docente  a Siena e a Lugano)

L'idea di base è che nella società occidentale contemporanea non sia possibile negare il "diritto di voto" a una popolazione che chieda di votare sui confini, nella prospettiva di dare vita a istituzioni nuove. Se il suffragio è talmente potente da legittimare alta tassazione e una regolazione asfissiante, non ci capisce come possa essere negata la facoltà di votare quando si richiede di ridefinire i confini di un ordine politico.

IL LIBERISTA TASCABILE dell'Istituto Bruno Leoni

Il liberista tascabile" è un manuale di conversazione liberale. Da "Autodeterminazione" a "Valore", ottantanove voci "spiegate" da autori classici del liberalismo come Benjamin Constant, Ludwig von Mises e Milton Friedman, ma anche da statisti, intellettuali, personaggi di serie televisive e... qualche insospettabile. Non una raccolta di citazioni, ma una rassegna di idee e argomenti, "Il liberista tascabile" è dedicato "ai socialisti di tutti i partiti" (Friedrich A. von Hayek)

DEMOCRAZIA: UN DIO CHE HA FALLITO di Hermann Hoppe

Pensate per un attimo a chi eleggiamo e portiamo al potere. Non è proprietario di nulla, gestisce soldi non suoi, ed è interessato, nei suoi quattro anni di mandato, a spendere il 'più possibile per garantirsi la rielezione o, comunque, ul futuro tranquillo. Ciò che spende aumenta il debito ma lui non dovrà pagarlo. Perchè mai avendo un occasione irripetibile senza vincoli e con le mani libere dovrebbe fare l'interesse degli altri anzichè il proprio ?

STATO VS PROPRIETA' di Murray Rothbard filosofo libertario

Rothbard evidenzia come un’analisi realista dello Stato conduca inevitabilmente a condannare un potere essenzialmente parassitario, destinato a minare le basi della crescita civile ed economica, orientato a moltiplicare i conflitti sociali e a produrre guerre. Nel saggio sulla giustizia Rothbard mostra invece come una prospettiva liberale debba basarsi non su una difesa meramente utilitaristica di proprietà e scambio, ma sulla comprensione che una società orientata verso il rispetto dell’altro e delle sue prerogative non possa ignorare questi istituti.

L'ECONOMIA DI CUI NESSUNO PARLA di Enrico Colonbatto (docente a Torino)

In tutto il mondo occidentale cresce la domanda di Stato. Sebbene la crisi finanziaria iniziata nel 2007 sia stata causata in buona parte da regolamentazione e intervento pubblico, la fiducia nell’interventismo non accenna a incrinarsi.
Conoscere l’“economia di cui nessuno parla” porterebbe ad altre conclusioni. Per Enrico Colombatto, “i fondamenti del pensiero liberale derivano dalla filosofia morale, piuttosto che dalla convenienza politica”. Discrezionalità e coercizione sono infatti necessariamente in conflitto con la nozione di giustizia basata sui diritti sviluppatasi in Occidente

I FALLIMENTI DELLO STATO di Gordon Tullok (economista Usa, docente )

Questo libro offre un'introduzione sintetica alla "teoria della scelta pubblica". Non esistono soltanto "i fallimenti del mercato". Per gli autori, le presunte "imperfezioni" che lo Stato cerca di sanare con il proprio ripetuto intervento generano "fallimenti dello Stato" almeno altrettanto gravi. Gli uomini, operino all'interno dell'amministrazione statale o fuori di essa, sono fatti della stessa pasta. Tutti, senza distinzioni, cercano per lo più di massimizzare il proprio interesse

LIBERALI E NON di Carlo Lottieri (filosofo e docente  a Siena e a Lugano)

Un libro che raccoglie il pensiero di una moltitudine di autori che aiuta a comprendere quali si possano considerare liberali e quali, invece, non sono da ricomprendere tra i pensatori e i filosofi liberali. Rompe il luogo comune di alcune persone che spesso riconduce l'illuminismo al pensiero liberale confondendone il contenuto. Molto utile per chi si avvicina con umiltà al pensiero liberale

CREDERE NELLO STATO di Carlo Lottieri (filosofo e docente  a Siena e a Lugano)

Un'istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con la teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando la religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica >>

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